Il mercato residenziale italiano mostra segnali di cambiamento strutturale che vanno oltre il ciclo dei tassi. Tre dinamiche in particolare meritano attenzione da parte di chi sviluppa o investe nel comparto.
Il mercato residenziale italiano mostra segnali di cambiamento strutturale che vanno oltre il ciclo dei tassi. Tre dinamiche in particolare meritano attenzione da parte di chi sviluppa o investe nel comparto.
1. La domanda si sposta sulla qualità
Dopo anni in cui la quantità di metratura era il parametro dominante, l'acquirente medio ha ridefinito le proprie priorità. Efficienza energetica, qualità dei materiali, servizi condominiali e connettività sono diventati fattori determinanti nella decisione d'acquisto. Questo ha creato un mercato a due velocità: prodotto di qualità elevata con assorbimento rapido, stock datato sempre più difficile da collocare.
2. Il mercato delle locazioni cresce strutturalmente
L'accesso al credito più difficile, combinato con la mobilità lavorativa crescente, ha ampliato significativamente la platea di chi sceglie — o è costretto a scegliere — la locazione. Per gli sviluppatori, questo apre scenari interessanti nel segmento Build-to-Rent, ancora poco sviluppato in Italia rispetto ai mercati nordeuropei.
3. Le città medie guadagnano terreno
Il divario di prezzo tra Milano e le città di seconda fascia (Brescia, Bergamo, Bologna, Torino) ha raggiunto livelli tali da orientare una quota crescente della domanda verso mercati alternativi. Per chi opera in queste realtà, si tratta di un'opportunità concreta, a patto di saper leggere correttamente la domanda locale.