La maggioranza di governo ha depositato emendamenti per riaprire il condono del 2003 e sanare le lottizzazioni abusive ante-1985. Una proposta ancora in discussione, ma che interessa milioni di proprietari italiani.

In Italia si torna a parlare di condono edilizio. Nelle ultime settimane la maggioranza di governo ha depositato una serie di emendamenti nell'ambito della riforma del nuovo Testo Unico dell'Edilizia, aprendo un dibattito che interessa potenzialmente milioni di proprietari di immobili con irregolarità — piccole o grandi — non ancora sanate.

Cos'è il condono edilizio e perché se ne parla adesso
Il condono edilizio è una legge che permette di regolarizzare costruzioni o modifiche realizzate senza i permessi necessari o in difformità rispetto alle norme urbanistiche. In Italia ne esistono tre storici: 1985, 1994 e 2003. La proposta attuale, come riportato da Idealista e Today, si inserisce nella riscrittura del Codice dell'edilizia e delle Costruzioni — il nuovo Testo Unico — attualmente all'esame della Commissione Ambiente di Montecitorio.

Le due proposte sul tavolo
La prima proposta, avanzata da Forza Italia, riguarda la riapertura dei termini del condono del 2003. L'obiettivo è estendere la sanatoria a tutto il territorio nazionale in modo uniforme, superando le frammentazioni regionali che ne hanno limitato l'efficacia, e permettere la regolarizzazione anche di immobili in aree vincolate che erano stati esclusi dalla sanatoria originaria. Parallelamente, si lavora a una misura per le piccole irregolarità interne — tettoie, portici, balconi, modifiche di layout — realizzate entro il 30 settembre 2025, ispirata alla logica del condono del 1985 ma applicata all'attualità.

La seconda proposta, promossa dalla Lega, riguarda invece le lottizzazioni abusive realizzate prima del 1° ottobre 1985. In pratica, si ipotizza di consentire ai Comuni di regolarizzare interi insediamenti urbanistici sorti decenni fa senza una pianificazione regolare. Una misura con impatto potenzialmente molto ampio, soprattutto in alcune regioni del Sud Italia. Come rilevato da Case Menozzi, si tratta di una proposta che divide molto la politica e che potrebbe avere un forte impatto anche sul valore di molti immobili oggi difficilmente commerciabili.

Cosa succederebbe agli immobili oggi irregolari
Molti immobili italiani sono oggi difficilmente compravendibili, ipotecabili o ristrutturabili proprio per la presenza di irregolarità urbanistiche mai sanate. Un condono efficace sblocca queste situazioni: permette vendite ferme da anni, consente l'accesso a mutui finora negati e rende possibili interventi di ristrutturazione altrimenti vietati. Secondo Brocardi, la possibile riapertura del condono del 2003 potrebbe sbloccare la regolarizzazione per migliaia di immobili attualmente in un vero e proprio limbo burocratico.

Perché la proposta è ancora incerta
Nonostante l'interesse politico, la proposta non è ancora legge. Gli emendamenti erano stati già presentati alla Legge di Bilancio 2026 ma non avevano trovato spazio nel testo finale, confluendo in un ordine del giorno parlamentare, come documentato da Money.it. Il percorso fino all'entrata in vigore potrebbe essere lungo e soggetto a modifiche sostanziali: le opposizioni sono forti, anche all'interno della stessa maggioranza.

Cosa fare adesso
Chi ha un immobile con irregolarità edilizie non deve aspettare l'approvazione di una legge per capire la propria situazione. Il primo passo è sempre una verifica tecnica e legale dello stato dell'immobile: capire quali irregolarità esistono, se sono sanabili con le norme attuali e come si collocano rispetto alle proposte in discussione. Agire informati, non in attesa.

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