Quasi 800.000 case compravendute nel 2025, investimenti commerciali sopra i 3 miliardi nel solo primo trimestre 2026 e un decreto governativo che prova a rispondere all'emergenza affitti. Ecco cosa sta succedendo nel mattone italiano.

Il mercato immobiliare italiano continua a crescere, anche in un momento in cui l'economia globale rallenta. Nel 2025 sono state compravendute circa 770.000 abitazioni — circa 50.000 in più rispetto al 2024 — e il giro d'affari complessivo del residenziale ha sfiorato i 135 miliardi di euro, con una crescita dell'8,25% rispetto all'anno precedente. Per il 2026 le previsioni parlano di circa 800.000 transazioni, spinte da una domanda solida e da una cronica scarsità di offerta che continua a tenere alti i prezzi, soprattutto nelle grandi città. Milano si conferma la piazza più cara e più vivace, ma dinamiche simili si ritrovano a Bologna, Napoli e in molte città del Sud, con Puglia e Sicilia tra le aree in maggiore crescita per interesse degli acquirenti.

Anche il mondo dei capannoni, degli uffici e degli alberghi — quello che gli esperti chiamano «commercial real estate» — va bene. Nei primi tre mesi del 2026 sono stati investiti in questo segmento 3,05 miliardi di euro, il 13% in più rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. A sorprendere è soprattutto la logistica: i grandi magazzini e i centri di distribuzione hanno fatto registrare un assorbimento record di oltre 835.000 metri quadrati nel solo primo trimestre, quasi il 60% in più rispetto a un anno fa. A guidare la domanda sono le grandi società di spedizione e logistica conto terzi, che continuano ad espandersi per supportare la crescita dell'e-commerce. Gli affitti dei capannoni salgono: a Milano il canone dei migliori spazi logistici ha raggiunto 72 euro al metro quadro all'anno.

Intanto il governo ha approvato il Decreto-Legge n. 66 del 7 maggio 2026, il cosiddetto «Piano Casa». L'obiettivo è aumentare l'offerta di abitazioni accessibili, un problema sentito soprattutto da giovani, studenti e lavoratori che faticano a trovare casa a prezzi sostenibili nelle grandi città. Il decreto punta principalmente a recuperare e ristrutturare edifici pubblici già esistenti, trasformandoli in case a canone calmierato, senza consumare nuovo suolo. Per farlo, il governo ha stanziato risorse importanti — fino a 500 milioni di euro all'anno dal 2027, che salgono a 700 milioni dal 2031 — e ha coinvolto anche i privati attraverso formule di partenariato pubblico-privato. Le procedure burocratiche vengono semplificate: le conferenze di servizi dovranno concludersi in trenta giorni, e chi non risponde nei tempi si considera d'accordo. Fino al 6 luglio 2026 il Parlamento potrà modificare il testo prima della conversione definitiva in legge.